Le tipologie di Prosecco Superiore

Dal colore ai profumi, dal raffinato perlage alla fragranza degli aromi: ogni cosa è un richiamo alla dolcezza delle colline di Valdobbiadene

Il Prosecco Superiore di Valdobbiadene è il miglior vino con le bollicine della provincia di Treviso.
Proveniente esclusivamente dalla zona collinare ai piedi delle Prealpi e a circa 50 km da Venezia, si distingue per il suo profumo di fiori, il delicato sentore del miele, della mela verde e selvatica che si mescolano con i mille aromi vegetali e floreali, richiamo a una natura felice e ricca di questo lembo di Veneto.
Un calice di Prosecco di Valdobbiadene, dal bel colore giallo paglierino leggero, tenue, impreziosito da screziati riflessi verdolini, con le esili bollicine che si librano nel cristallo, può essere considerato davvero un esempio di piacere perfetto.
Nei tratti organolettici più evidenti, i colori tenui, dalle tinte morbide e mai troppo intense, le sensazioni olfattive delicate, e la loro sottile eleganza, è davvero possibile leggere il territorio, quasi a esserne preciso rimando, unico elemento di connotazione con il paesaggio tutto giocato su toni pastello.
Le colline che da Valdobbiadene scendono dolcemente verso Conegliano, con le infinite diramazioni, insenature, piccole valli secondarie, sono accomunate da un senso di pace e di serenità anche se, è giusto ricordarlo, parlano di “un vino fatto a mano”, frutto di duro lavoro e di fatica, visto che la gran parte delle vigne sono aggrappate ai colli quanto mai irti e scoscesi, eppure così armonici.
Al primo assaggio, il Prosecco di Valdobbiadene già ci affascina con la sua gentilezza, e ancora una volta, torna il forte richiamo al paesaggio.
Un’acidità vivace che lo rende snello, beverino ma per nulla banale, solletica gradevolmente il palato.
Una struttura ben calibrata e mai troppo concentrata, cauta, quasi timida e perfettamente rispondente alle sensazioni visive e nasali, ci offre l’armonia della deglutizione. Una suadente morbidezza, fa compiacere di averlo voluto scegliere; e poi quella leggera salinità che mette appetito, quella moderata alcolicità che invita a indugiare su un secondo calice.
Il Valdobbiadene Docg, pur nella sua tradizione secolare, o forse proprio per questo, sembra un vino fatto apposta per le esigenze degli attuali consumatori, un prodotto contemporaneo, di qualità, adatto a coloro che, e sono ormai la stragrande maggioranza, vogliono bere per il piacere di farlo, senza appesantirsi, senza impegnarsi esageratamente, ma solo per fruire di semplici, spensierate sensazioni.

Il Prosecco Valdobbiadene Docg: le tipologie

La versione Spumante è la declinazione simbolo del Valdobbiadene Docg: è di certo l’approccio più moderno della tipologia, la sua interpretazione più esportabile fuori regione; inoltre lo spumante esprime pienamente il carattere agile ed energico al tempo stesso del Prosecco Superiore.
Lo si produce in tre tipologie fondamentali: Brut, Extra Dry, Dry, che si distinguono essenzialmente per il loro residuo zuccherino.
La versione Brut è quella più attuale, meglio capace di incontrare il gusto internazionale.
Si caratterizza per profumi ricchi di sentori d’agrumi e di note vegetali, che si accompagnano a una piacevole nota di crosta di pane, unita a una bella e viva energia gustativa. Il fine perlage assicura la persistenza del sapore e la pulizia del palato. Si apprezza servito a 6-8°C, su antipasti di pesce e verdure anche elaborati, primi con frutti di mare e piatti di pesce al forno o, com’è in uso nella zona di produzione, a tutto pasto. Il residuo zuccherino va da 0 a 12 g/l.
La tipologia Extra Dry è quella più tradizionale, che combina l’aromaticità varietale con la sapidità esaltata dalle bollicine.
Il colore è paglierino brillante ravvivato dal perlage. Fresco ed elegante, è ricco di profumi di frutta, mela, pera, con un sentore d’agrumi che sfumano nel floreale. Il vino è morbido e al tempo stesso asciutto grazie a un’acidità vivace. Ottimo come aperitivo, è ideale, servito a 6-8°C, su minestre di legumi e frutti di mare, paste con delicati sughi di carne, formaggi freschi e carni bianche, soprattutto pollame. Il residuo zuccherino va da 12 a 17 g/l.
La Dry è la versione meno diffusa, che esalta il fruttato floreale.
Presenta colore giallo paglierino scarico, profumo delicato, fruttato, con sentori di agrumi, pesca bianca e mela verde, e gusto sapido, fresco, morbido al palato, grazie alla sua elegante nota abboccata.
Va servita, per mitigarne la dolcezza, molto fresca, sui 6°C. Si tratta della tipologia che si adatta agli abbinamenti più particolari, con dolci a pasta secca o con i cibi piccanti della cucina fusion. Il residuo zuccherino va da 17 a 32 g/l.