La differenza si vede

Le piante sono curate a mano, delicatamente, per la natura ostica dei terreni: scoscesi, ripidi, inaccessibili ai mezzi meccanici.
Sono coltivate con fatica fino ad altezze di 500 metri, su pendenze che possono arrivare al 70%.
La vite si concentra sui versanti esposti a sud, per la maggior parte coltivati a Glera, ma con piccole aree di Perera, Bianchetta e Verdiso, gli altri vitigni che concorrono nell’uvaggio del Valdobbiadene.
Sono viti di alta vigorìa, coltivate con sistemi trasversali alle linee di pendenza, di “traverso” e “girapoggio”, in densità medie di 3.000/4.500 ceppi per ettaro.
Grazie alla zonazione si sono realizzati studi approfonditi sull’interazione che in quest’area c’è tra vigne e territorio.
Troviamo forti escursioni termiche, suoli poco profondi, basse risorse idriche, elementi che consentono di produrre uve con buoni valori di zuccheri e acidità.
I vini quindi si caratterizzano per profumi intensi, sentori di glicine e fiori bianchi, frutta matura e note tropicali, pesca, albicocca, e un leggero tono di agrumi come sottofondo.
È con le uve di questi vigneti “eroici” che sono prodotte le Rive, la nuova menzione introdotta nel disciplinare della Docg: le Rive (in dialetto le vigne più scoscese) nascono per esaltare le differenze e le sfumature del vino. Sono prodotte solo con le uve di una singola sottozona, o di un Comune, uve rigorosamente raccolte a mano.